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Nel 2002 hanno partecipato a SPES 482 pediatri in totale, con una media di 339 partecipanti per mese (range: 272-382). La popolazione media in sorveglianza è stata di circa 280.000 bambini fino a 14 anni, pari al 3,4% della popolazione nazionale della stessa fascia d’età.

L’incidenza annuale per patologia ed area geografica è riportata in Tabella 1.

Anche se la malattia più frequente è stata sempre la varicella, il 2002 è stato segnato da una importante epidemia di morbillo, la cui incidenza media nazionale ha raggiunto i 7,4 casi per 1000 bambini, con un incremento di 37 volte rispetto al 2001.

L’epidemia di morbillo ha colpito soprattutto il sud del paese, dove l’incidenza è stata 36 volte maggiore rispetto al nord, e 5 volte maggiore rispetto al centro. L’andamento per mese del morbillo è mostrato in Figura 1 e 2. Come atteso in base alla stagionalità della malattia, il picco di incidenza è stato osservato a maggio. Non sono state osservate differenze tra sessi; l’incidenza aumenta progressivamente con l’età, raggiungendo il valore massimo nei ragazzi tra 10 e 14 anni (Tabella 2). La percentuale di casi insorti in bambini vaccinati, calcolata escludendo i bambini per cui non era noto lo stato vaccinale e quelli di età inferiore ai dodici mesi, è risultata essere del 7,7% (152/1965). 

L’epidemia di morbillo ha avuto le caratteristiche di un’epidemia in una popolazione a copertura vaccinale intermedia, cioè non tanto bassa da non interferire con l’epidemiologia del morbillo (con un aumento dell’intervallo dall’ultima epidemia, nel 1997, e una maggiore incidenza tra i ragazzi più grandi), ma non abbastanza elevata da interrompere la circolazione della malattia. Infatti, nonostante negli ultimi anni la copertura vaccinale per il morbillo sia andata aumentando, la percentuale di vaccinati è ancora insufficiente ad interrompere la trasmissione dell’infezione.

L’epidemia del 2002 ha causato migliaia di ammalati, centinaia di ricoveri, decine di persone colpite da encefalite ed alcuni decessi; per evitare di pagare ancora in futuro un prezzo così elevato è indispensabile migliorare le coperture vaccinali in tutta Italia, sia nei nuovi nati che nei bambini e ragazzi più grandi.

Per quanto riguarda le altre malattie in sorveglianza, l’incidenza della rosolia è stata di 3 casi per 1.000 bambini, con un aumento di 2,3 volte rispetto al 2001, mentre parotite e pertosse hanno avuto incidenze di 2,2 e 2,1 casi/1.000. L’incidenza della parotite, quindi, è diminuita di 4,5 volte rispetto al 2001, mentre la pertosse è aumentata di 1,4 volte.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, nel 2002 l’incidenza della varicella è stata sovrapponibile in tutta Italia; la parotite ha colpito soprattutto il nord, mentre pertosse e rosolia sono state più frequenti al sud.

L’andamento per mese delle singole malattie è riportato in Figura 1 e Figura 2, ed è simile a quanto osservato negli anni precedenti.  In particolare, tutte le malattie tranne la pertosse hanno avuto un picco massimo di incidenza in maggio; la massima incidenza di pertosse è stata invece osservata in giugno.

Riguardo le caratteristiche dei pazienti, non sono state osservate differenze tra sessi. Ad eccezione della varicella, che ha colpito soprattutto i bambini tra 1 e 4 anni, le altre malattie hanno avuto la massima incidenza nei ragazzi più grandi, tra 10 e 14 anni (Tabella 2).

Sono stati inoltre segnalate sei meningiti batteriche, di cui 3 da meningococco, una da Hib, una da pneumococco ed una da agente eziologico non noto. Nessuno di questi casi si è verificato in bambini vaccinati, e solo tre, tutti da meningococco, hanno interessato bambini di età inferiore ai 5 anni. L’incidenza di meningiti da meningococco in questa fascia di età è stata quindi di 2,9/100.000.

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